NOI CIMBRI

Le notizie che riporto sono state ricavate da alcuni libri di Giovanni Rapelli (tuttora vivente) tra cui “I cognomi Cimbri”(1980).
Da “Cenno storico delle popolazioni cimbre ed echi della loro lingua” del prof. Gius. Cappelletti(1925); da “Le popolazioni
dei XIII Comuni Veronesi” di Carlo Cipolla (1882). Da “Origine e vita dei Cimbri Veronesi” di Carlo Nordera (2003).
Da “Toponomastica cimbra” di Gius. Cappelletti (2004)

Le famiglie che portavano dei cognomi di origine così detta cimbra, vivevano nella zona dei Tredici comuni veronesi,
nella zona dei Sette comuni vicentini e sull’Altopiano d’Asiago. Lungo la Storia queste popolazioni vennero chiamate
impropriamente“I Cimbri”.Riguardo alla loro discendenza dai Cimbri, un popolo di origine germanica, che invase
l’Italia del Nord, ma venne sconfitto dai Romani, dal Console Caio Mario nel 101 a.C. e i cui sopravvissuti si diceva
che si fossero rifugiati sui Monti Lessini, non ha alcun fondamento, perché non sono state trovate prove archeologiche,
né resti umani, né attrezzi. Fino a qualche decennio fa queste popolazioni, sparse in tutta la montagna compresa tra il fiume
Adige e il fiume Brenta parlavano una lingua tedesca, cioè un dialetto tedesco alto-medioevale.
E’ accertato che dalla Germania meridionale sono scesi a sud della Alpi e anche sull’Altopiano d’Asiago, particolarmente
dopo l’anno Mille, dei gruppi provenienti per lo più dall’area bavaro-tirolese. Si trattava di popolazioni emigrate dalla
Germania in modo pacifico, in cerca di terre da coltivare per vivere, guidate spesso dai loro Vescovi o da rappresentanti
del Sacro Romano Impero, come risulta da alcuni documenti storici. In territori isolati queste popolazioni trovarono delle terre
libere e una posizione sicura, tracciarono strade e costruirono case e paesi, dissodarono e bonificarono valli e altopiani,
organizzarono la loro esistenza, conservando i caratteri della loro lingua e dei loro costumi.
Dall’Altopiano questi coloni tedeschi, forse con nuovi arrivi dalla Germania, scesero in Valsugana, in Folgaria e nella Vallarsa.
All’inizio del 1200 si stabilirono a Valli del Pasubio, a Recoaro e a Valdagno, il cosi detto corridoio Cimbro.(In una frazione
di Valdagno, il Durlo, il 90% delle lapidi al cimitero porta cognomi cimbri) Nel 1287 Bartolomeo della Scala, Vescovo di Verona,
diede il permesso ad una cinquantina di famiglie cimbre, provenienti da Vicenza di colonizzare un vasto territorio sui Monti Lessini,
formando dei masi. La colonizzazione durò più di un secolo. Vi erano state intanto delle nuove immigrazioni dalla Germania,
perché il cimbro dei 13 comuni appartiene al medio alto-tedesco (1050/1350), mentre i Cimbri dei 7 comuni parlavano l’antico
alto-tedesco (750/1050).(alto= vecchio) Un’ ultima immigrazione dei Cimbri si ebbe nel 1480, quando vicino a Schio furono
scoperte delle miniere d’argento, e la Repubblica di Venezia chiamò delle famiglie tedesche dalla Sassonia per fare il lavoro nelle
miniere. Ma queste furono chiuse nel 1528, alcune famiglie tedesche tornarono in Germania, mentre altre rimasero nel vicentino.
Il primo a scrivere dei Cimbri fu un fabbro lombardo, che scrisse con disprezzo:
“Sempre tra loro todescando vanno.
La lingua loro al germanico pende,
ma coi buoni Tedeschi non s’intende.”
Queste popolazioni tedesche vivevano isolate sui Monti Lessini e sull’Altopiano, conservando la loro lingua , che chiamavano
Taucias Gareida. Facevano i pastori, i boscaioli, i carbonai, ma tenevano i contatti con la società esterna alle loro valli,
commerciando in legname,carbonella, bestiame e uccellame. Verso la fine del 1800 un sacerdote, nativo di quei posti, così
descriveva la sua gente: “I Cimbri dei Monti Lessini sono di corpo sano e robusto, di intelletto sveglio, laboriosi e gelosi delle
loro proprietà, ospitali e caritatevoli per quanto comporta la loro povertà.”
Nel 1602 il Vescovo di Padova , Marco Cornaro, fece stampare in lingua cimbra il catechismo “per gli abitanti che parlano
in lingua tedesca, sì che le donne, i fanciulli e molti uomini ancora non hanno punto cognizione del parlare italiano”
Durante il 1700 le condizioni economiche diventarono sempre più difficili , specialmente sull’Altopiano, per l’aumento della
popolazione, per il limite delle risorse tradizionali, per i cambiamenti legati all’inizio dell’economia moderna e per il venir meno
degli antichi privilegi loro concessi da Venezia e dal Sacro Imperador (Austria). All’inizio del 1800 alcune famiglie si trasferirono
da Asiago all’Altopiano dell’Alpago, in provincia di Treviso ed occuparono il bosco del Cansiglio, formando lì una nuova comunità cimbra.
Diversi volontari di Asiago e Gallio parteciparono nel 1859 alla Seconda Guerra d’Indipendenza d’Italia e alcuni collaborarono con
Garibaldi nella spedizione dei Mille. Nel 1866 il Veneto entrò a far parte del Regno d’Italia, ma le condizioni di vita peggiorarono
ancor di più e moltissimi abitanti furono costretti ad emigrare in America, soprattutto verso il Brasile. L’emigrazione continuò fino
all’inizio del 1900. Nell’anno 1909, ad esempio, partirono da Asiago 558 emigranti.
La Grande Guerra (1915/18) fu terribile sull’Altopiano. Asiago venne distrutta e dopo la guerra niente fu come prima. L’Altopiano
fu teatro di alcune delle più cruente battaglie. I Cimbri furono evacuati nella Pianura Padana, dove furono costretti a parlar italiano,
altrimenti avrebbero corso il rischio di esser scambiati per nemici, o perlomeno per filoaustriaci.
Molti rifugiati cimbri non tornarono più sull’Altopiano, dove tutto era stato distrutto. Parecchi di loro emigrarono verso le Americhe
(Per conoscere questi avvenimenti nei particolari è utile leggere il libro di Mario Rigoni Stern “Storia di Tonle” e “L’anno della vittoria” Einaudi)
Il periodo tra le due guerre fu vissuto sotto la dittatura fascista e nel corso della Seconda Guerra Mondiale sull’Altopiano operarono
le formazioni partigiane. Negli anni successivi alla guerra molti Cimbri furono costretti ad emigrare soprattutto in Canadà e in Australia.
L’emigrazione venne a diminuire dopo il 1970.
(Sul sito internet < L’Italia dei cognomi> si vede chiaramente dove le famiglie con cognomi cimbri sono più concentrate.

. Volendo approfondire le cognizioni sui Cimbri si può consultare il sito internet



Esempi di lingua Taucias Gareida
Guatan morgan – Guatan tak – Guatan abent – Guata nacht
Bar segan-us = Arrivederci

Ghegruaset saystu Maria,
voglier guaden.
Der Herr ist mit dier,
benedeyt pist du
unter den Beibern
und bendeyt der Frucht
dainem Layb, Iesus.
Heilighe Maria,
Muatter Gottes,
Pitt fur uns sunter,
Ebest un in der Stund
Von unser Toat.
( Non c’è bisogno di traduzione……)

Es das mo du hast, kut nicht das mo du bizzast.
Mangia quello che hai, non dire quello che sai.

Bar segan us. I sain alt as’an bilia balt.(Io sono molto vecchio)

Raffaello Franchetto

Alcuni cognomi cimbri:

Anderlini (Andreino)
Anzini (Gianni)
Baltieri (Gualtiero)
Banterle (Gualtierino)
Birtele (oste)
Beber,
Beccherle,
Bicego,
Bombieri
Bosio,
Caceffo,
Cailotto,
Campara,
Cantarle,
Ceola,
Cingarlini,
Cichellero,
Comerlati,
Comparotto (cresta di monte)
Compri,
Cracco
Corolaita,
Cunego
Cunico
Danzi (di Anzo)
Ederle
Fochesato
Fabbris
Franchetto(della Franconia)
Frustoli (freddoloso)
Garonzi
Gioco (passo di mont.)
Girlanda (corona)
Gonzi (suonatore di piva)
Grobberio (cava di pietre)
Laita
Lerco (larice)
Leso (pidocchio)
Lucchi
Maso
Maule (allevat. di muli)
Merci
Moser (acquitrino)
Nichele
Nordera (nordico)
Onestinghel (torsolo di cavolo)
Pertile ( barbetta)
Pezzo (abete)
Pomari
Rauti (vegro)
Rinco (anello)
Rubele (brontolone)
Sartori
Slaviero (dormiglione)
Spangaro (fibbia)
Schiesaro (tiratore) Vinco (fringuello)
Zumerle
ALTRI COGNOMI CIMBRI

Ellero, Erbesato, Erbisti, Fanchin, Fochesato, Folgheraiter, Frizzi, Gaiga, Gaule, Gecchele, Gobber, Grasser,
Greselin, Grossule, Gugole, Laita, Ledri, Lenner, Lucco, Marastoni, Mecenero, Monchelato, Perlato, Pertile,
Peserico, Peterlini, Pezzelato, Pezzo, Pompole, Pozzerle, Pretto, Rausse, Rauti, Richele, Rinco, Rodeghiero, Rubele,
Sauro, Sbabo (Svevo), Sbicego, Slaghenaufi, Spiller, Sterchele, Stocchiero, Stoppale, Strazzer, Tomelleri, Trettene, Vellar,